martedì 23 ottobre 2007

alla fine del mondo...in Patagonia

il Perito Moreno

Il viaggio in Patagonia è sicuramente uno di quelli che non dimenticherò mai.



Pensato, studiato, programmato e al contempo lasciato al caso. Prenotati solo i voli tutto il resto si decideva sul posto. Grandi spostamenti in autobus su strade polverose e ghiacciate nel freddo inverno d'agosto, un paio di giorni di auto a nolo, un volo interno...



Letture intense prima della partenza (quei classici della letteratura di viaggio che tutti conoscono e guide pratiche della Lonely Planet) tanto che nomi e luoghi erano già ben familiari prima ancora di partire.



E poi? stupendo certo, ci tornerei per vedere meglio zone alle quali abbiamo dedicato meno tempo o per paesaggi da ammirare in altre stagioni ma pensandoci mi sovviene un certo senso di rammarico...non so se sarò chiara nell'esprimere ciò che ho in mente...



voglio dire, un tempo i viaggiatori affrontavano mille difficoltà per raggiungere un certo luogo, i loro mezzi di trasporto erano più precari e inaffidabili, potevano anche ammalarsi e rischiare di non tornare più indietro... Intendiamoci, non intendo dire che mi dispiaccia che le cose non stiano più così! E' ovvio che io ci tenga alla pellaccia e che me ne voglia tornare a casa possibilmente incolume...

è il senso della scoperta che manca, della sensazione di essere arrivata lontano, dell'arrivare in un luogo perchè lo si è fortemente voluto...avere immagini nella mente frutto solo di letture e avere sete di catturare con gli occhi paesaggi e persone per capire che tutto è diverso da come lo si era immaginato...su internet vedo ogni giorno luoghi lontanissimi, incrocio gli sguardi di gente che non incontrerò mai. nella quiete del mio studio viaggio e osservo ogni angolo del mondo. è una cosa virtuale, certo, e se avrò la fortuna di recarmi un giorno in alcuni paesi in cui desidero andare mi arricchirò di esperienze indimenticabili però mancherà questo senso della scoperta: nella mia mente avrò già immagini ben definite prima ancora di partire...


nonostante io abbia manifestato questo senso di disillusione non vorrei essere fraintesa. Qualsiasi viaggio, che sia a due ore da casa propria o a due giorni di voli, vale la pena di essere fatto.


Basta non lasciarsi trasportare dalla massa, organizzandosi un viaggio da soli, prenotando un mezzo di trasporto indispensabile e niente altro, evitando le catene alberghiere convenzionali...


certo che quando poi arrivi in un luogo che pensi "lontano da tutto"e ti scontri con un gruppo Alpitour di 50 persone che si chiedono perchè in quel posto non ci sia un negozio di souvenir...ebbene, un poco della magia del viaggio si rompe.


forse, anzi sicuramente non ho poi viaggiato molto e non sono mai stata in quei luoghi che non rientrano nei cataloghi di chi viaggia in comitiva...


qualsiasi viaggio val la pena di essere vissuto, nonostante questi momenti di cinismo e disillusione, e le immagini che ho pubblicato qui per me ne sono la prova...


leoni marini nel canale di Beagle

2 commenti:

Toshio ha detto...

Molto interessante, chiunque, o per lo meno la maggior parte di noi, sognerebbe di fare un viaggio così.
Sarebbe a questo punto interessante conoscere le tappe esatte del tuo viaggio o per lo meno avere qualche informazioni in più (ad es: prezzi del cibo, dei pernottamenti). Infine: ci parli di libri che ti hanno aiutato a conoscere questi luoghi.. a parte le guide Lonely Planet, cos'altro hai letto?

Val - profumo di limone ha detto...

ciao e grazie per il tuo commento. Se ti interessa leggi Bruce Chatwin "In Patagonia" e "Patagonia Express" di Sepulveda. Presto posterò info per chi fosse interessato a compiere questo viaggio!