lunedì 22 ottobre 2007

ah, il giro del mondo!

Un anno sabbatico, ma facciamo anche sei mesi, a zonzo per il mondo con un carnet di biglietti e un unico obbligo: non tornare mai indietro ma volare sempre in senso orario (o anti orario, dipende) fino a che...non si torna a casa!
Chi non ci ha mai pensato?
"Cosa ti porti dietro se sai di non tornare più?" E' il titolo di un libro che mi hanno recentemente regalato. L'autore è uno psicologo, Roberto Di Marco. Il libro è... inquietante. Non c'entra nulla con l'idea post adolescenziale del desiderio del viaggio, con la sindrome di chi non vuole decidersi a crescere e sogna il giro del mondo! Questi narrati nel libro sono racconti di gente che è scappata da tutto e da tutti, per motivi più o meno leciti, e ha cambiato vita...eccome se l'han cambiata, anche se poi alla fine alcuni son pure riusciti a ricreare, dall'altra parte del mondo, in realtà fatte di miseria, microcosmi del tutto simili alle realtà in cui vivevano...per la serie: puoi fuggire dove vuoi ma non riuscirai mai a fuggire da te stesso! In breve: la lettura non mi ha soddisfatto: nel senso che mi son resa conto che il mio desiderio di andar via è qualcosa di molto più scontato e superficiale: chiamalo viaggio, scoperta, vacanza (odio questo termine) o come vuoi. E' pur sempre un percorso che, per quanto lungo, alla fine ti porta a casa!

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